Collezione

Manlio Allegri

Questo è il titolo della prima immagine

Nato a Lucca nel 1945.

Presentato da: Ferruccio Battolini, Pierluigi Carofano, Roberto Sabatelli.

Ha esposto a: Firenze, Palazzo Strozzi; Follonica, Civica Pinacoteca Amedeo Modigliani; Ginevra, EuropArt; Den Hag, Art Holland; Lussemburgo, Salon D'Automne; Pienza, Palazzo Piccolomini; Portovenere, Palazzo Doria; Baviera, Castello di Tittmoning; La Spezia, Centro Salvador Allende; Firenze, Palazzo Peruzzi De' Medici; Volterra, Palazzo dei Priori; Empoli, Palazzo Ghibellino; Venezia, Scoletta San Zaccaria; Livorno, Bottini dell'Olio; Lucca, Palazzo Sani.

"Guardando con attenzione le opere ... di Manlio Allegri ci si può rendere conto dell'inesauribile vena creativa di questo pittore sempre pronto a mettere in campo intuzioni e conoscenze, voluttà di rendere limpide le sue interne argomentazioni ma anche i suoi palpiti generosi, le sue più coraggiose curiosità ... Il fare parole visive e immeterle dove c'è normalmente silenzio, scoprendo ed evidenziando, ad esempio, molti colori in dialogo che spesso fuggono ad un'osservazione veloce ed epidermica. L'avventura intrapresa da Allegri gli consente di rivelare una sorta di positiva, tutt'altro che peccatrice, 'tresca' fra le cose in primo piano e la terra nella sua profonda e incorrotta intensità. In tempi di precarietà esistenziale e d'assurdità pseudo-inventive, Allegri sceglie di continuare la sua ricerca orientata verso l'emergere di 'presenze' non viste e spesso neppure previste. Il suo compito - difficile ma senza dubbio lodevole - è quello di proporci diversità formali e sostanziali, cucirle e costringerle ad un solidarismo del tutto inedito. La sua è una trasgressione positiva ( che crea cioè e non distrugge, non 'destruttura') nell'ambito della genesi dei 'momenti primi' della natura e nel solco dei sommovimenti, delle sovrapposizioni di materia sia congenite che artificiose (terre, juta, sabbie, filamenti)."

Ferruccio Battolini

 

 

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