Collezione

Federico Tanzi

Nato a San Giovanni Incarico (FR) nel 1926.

Presentato da: Nicola Micieli, Pierluigi Carofano, Alberto Gavazzeni, Gregorio Rossi, Roberto Sabatelli, Giampaolo Thorel, Giuseppe Ferro.

Ha esposto a: Fllonica, Pinacoteca Modigliani; La Spezia, Biennale d'Arte; Piombino; Mosca; Belgio, Flemalle; Tunisia, Hammmamet; New York, Midtow Manhattan; Firenze, Casa di Dante; Mosca, con il Circolo Culturale Antichità e Belle Arti di Roma; Ferrara, Premio de Pisis; Montecassino, Abbazia; Pechino, Museo d'Arte Moderna; Livorno, Villa Sansoni; Siena, Palazzo Patrizi.

Sue opere si trovano presso: Ministero degli Interni della Repubblica Italiana, Segreteria di Stato della Città del vaticano; Assisi, Museo d'Arte Moderna Domus Paci; Siena, Museo d'Arte della Concattedrale San Francesco d'Assisi; Milano, Museo Civico del Castello Sforzesco; Follonica, Civica Pinacoteca Amedeo Modigliani.

" 'Katagenesi' ho chiamato la dimansione artistica di questo pittore e scultore piombinese proprio perche le sue opere si possono considerare una creazione - formazione (genesi) a partire dal basso (katà). E' fuor di dubbio che la creazione dall'alto sia avvenuta e si svolga ancor di continuo per effetto di un'emanazione discendente dall'Uno, principio metafisico e causa di tutte le cose, unificatore ed aggregatore della materia, avente in sè una capacità di plasmare e dare non solo la forma, ma anche vita alla materia inorganica."

Giuseppe Ferro

"A guardar bene c'è come un filo conduttore che lega la produzione del Tanzi: la ricerca di valori umani e spirituali che egli ha assorbito fin dall'infanzia, nella nativa S. Giovanni Incarico, nel respiro della natura e nell'esplosione degli ampi spazi di luce e di calore della sua campagna laziale. Il contrasto ambientale, e forse umano, con le geometrie surreali e irrespirabili di Piombino, ove Tanzi abita da molti anni, ha sollecitato larga produzione pittorica come denuncia, ma anche come proposta, per un degrado che tarda a recuperare dimensioni urbanistiche e urbane. Egli ha utilizzato, via via, i canoni espressivi di varie scuole d'arte per veicolare richiami, messaggi, proposte, speranze nella sua Piombino e , per essa, al cattivo uso della scienza e della tecnica in ogni angolo del pianeta. Prima di giungere alle originali elaborazioni di materia plastica e di reperti bellici, Federico Tanzi ha sperimentato i linguaggi dell'informale, del cubismo, dell'espressionismo, del simbolismo, del surrealismo, della pop-art, dell'arte povera. Nei vari acrilici e nelle opere a tecnica mista, ove campeggiano ciminiere, aria irrespirabile, cieli lividi, gente spaesata, oleastri contorti, il riferimento cubista è come mitigato dal chiarore delle case e dai fiori disseminati qua e là, superstiti dopo il diluvio dello smog industriale. Un segno e un presagio di rinascita? Certamente. E ciò in netta contrapposizione al fato e all'ineluttabilità degli eventi."

Giampaolo Thorel

"...Oltre al senso cromatico, anche il linearismo accentuato, riconducibile al parlato fiorentino degli antichi maestri, partecipa a dare valore semantico ai sentimenti espressi dall'artista... ancora una volta, al pari dei Paesaggi piombinesi e delle Periferie urbane degli anni Settanta e Ottanta, Tanzi diviene contemplatore, astraendo in una sorta di primordiale sospensione vitale ciò che rappresenta... Questo è il vero senso del messaggio di Tanzi, il suo documento sociale: cerca di risvegliare le coscienze dall'indifferenza e dall'individualismo in cui brancolano e indurle a risentire eventi come la malattia, la depressione psichica o la stessa natura in una dimensione di speranza... Il trapasso del processo pittorico messo in atto da Tanzi - dai giovanili oli ai più recenti acrilici sabbiati - sta a significare un'evoluzione in senso di emergenza materica che spiega bene la sua ormai ventennale attività di scultore."

Pierluigi Carofano

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